A un giorno dal vertice NATO di Ankara, in Turchia, la Russia ha colpito l’Ucraina con una nuova e devastante ondata di attacchi contro la capitale Kyiv, che ha provocato finora 11 morti e danneggiato gravemente diversi edifici residenziali. La nuova serie di attacchi è avvenuta a pochi giorni dal più sanguinoso attacco contro la capitale ucraina dall’inizio dell’anno, costato 31 morti.
La Polonia, riporta Reuters, ha fatto decollare brevemente i propri aerei da combattimento a scopo preventivo. L’Ucraina, da parte sua, ha lanciato attacchi con droni contro la Russia, danneggiando i porti sul Mar Baltico di Vysotsk e Ust-Luga, importante snodo per l’esportazione di petrolio, hanno dichiarato lunedì le autorità russe. Gli attacchi ucraini hanno inoltre causato un blackout nella città crimeana di Sebastopoli, sede della Flotta russa del Mar Nero.
Secondo quanto riferito dall’aeronautica ucraina, per l’attacco la Russia ha utilizzato 68 missili, tra cui 23 balistici e sei missili supersonici e ipersonici, oltre a 351 droni. I dati dell’aeronautica militare mostrano che le unità di difesa aerea hanno abbattuto o neutralizzato 37 missili e 326 droni, ma nessuno dei missili balistici, supersonici e ipersonici.
I continui attacchi della Russia contro la capitale ucraina hanno riaperto il dibattito sulle carenze della difesa aerea dell’Ucraina e sulla pressante richiesta del presidente Volodymyr Zelensky agli alleati di ulteriori sistemi antimissile. Il presidente ucraino avrà nei prossimi giorni un nuovo incontro con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ad Ankara, dopo quello avvenuto lo scorso 16 giugno al G7 organizzato nella città francese di Évian.
Kyiv sotto una nuova pioggia di missili e droni russi: almeno 13 morti, UE pronta a nuove sanzioni
In un messaggio diramato dopo l’attacco della notte, Zelensky ha rilevato risultati positivi nell’abbattimento di droni e missili da crociera, ma non di missili balistici, esprimendo la speranza che il vertice NATO di Ankara porti a “decisioni importanti a sostegno della nostra difesa aerea”.
“I nostri soldati hanno ottenuto buoni risultati oggi nell’abbattimento di droni e missili da crociera, ma, sfortunatamente, non contro i missili balistici russi. La ragione risiede proprio nell’insufficiente fornitura di missili intercettori. È fondamentale che il mondo – in primis gli Stati Uniti e i nostri partner europei – esca dal vertice NATO di Ankara con decisioni decisive a sostegno della nostra difesa aerea e, di conseguenza, della protezione della vita dei cittadini”, ha dichiarato Zelensky.
Il presidente ucraino ha sottolineato che, finché i missili destinati ai sistemi Patriot rimarranno nei depositi degli alleati, ciò non farà altro che incoraggiare la Russia a continuare a “prendere di mira” gli edifici residenziali. “Gli Stati Uniti e l’Europa hanno la forza necessaria per fermare questo terrorismo”, ha osservato il presidente.
Secondo quanto riporta il sito ucraino Ukrinform, il responsabile del dipartimento comunicazioni del comando dell’aeronautica militare ucraina, Yurii Ihnat, ha fatto notare, parlando ai media ucraini, che, a causa della carenza di missili per i sistemi Patriot, l’esercito russo si sta concentrando sugli attacchi con missili balistici.
“Per abbattere i missili balistici, è necessario un rifornimento costante di missili per i sistemi Patriot, cosa che ripetiamo continuamente in onda. Chiaramente, i russi stanno sfruttando la grave carenza [di munizioni per abbattere i missili]… Ecco perché si stanno concentrando maggiormente sugli attacchi con missili balistici”, ha affermato Ihnat. Secondo lui, la produzione di missili di questo tipo richiede molto tempo, poiché si tratta di armi ad alta tecnologia.
“L’unica possibilità è che la Russia si concentri maggiormente sulla produzione di missili balistici piuttosto che di missili da crociera”, ha affermato Ihnat, osservando che, in media, la Russia effettua un massiccio bombardamento ogni dieci giorni, ma che è probabile che venga sferrato un attacco anche il giorno successivo a un bombardamento. “Dobbiamo essere preparati alla possibilità che il nemico ripeta l’attacco”, ha detto Ihnat.
[a cura di Simone Cantarini]

